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4 aprile 2011
Dlgs rinnovabili. Positivo spazio dato al calore da biomasseNonostante le moltissime ombre, il dlgs rinnovabili contiene anche qualche luce: il valore riconosciuto all'energia termica prodotta con le fonti pulita e, in particolare, con le biomasse. Naturalmente, sara' ora importante vedere come il Governo intenda passare dalle buone intenzioni ai fatti attraverso i decreti attuativi. Ecco, secondo Fiper, i punti di cui tenere conto.
Dal giorno della sua approvazione, avvenuta ormai 32 giorni fa, il decreto legislativo 28/2011, recante attuazione della direttiva europea 2009/28/CE sulle energie rinnovabili, e' stato spesso al centro delle polemiche, alle quali zeroEmission ha dato grande spazio, per i gravi impatti che la sua attuazione potrebbe causare a settori chiave delle energie rinnovabili come il fotovoltaico e l'eolico. Ma tra le lamentele generali si alza anche qualche voce che apprezza invece alcuni aspetti positivi che, va detto, il decreto pure contiene. Uno di questi, su cui pone l'accento di Fiper (Federazione Italiana dei Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili), e' l'attenzione dedicata dal provvedimento alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili attraverso, ad esempio, "contributi a valere sulle tariffe del gas naturale" per gli interventi per l'efficienza energetica e la produzione di calore pulito di piccole dimensioni che si affiancano ai gia'Â esistenti certificati bianchi.
Si tratta di un bel passo in avanti - ha sottolineato il presidente dell'associazione, Walter Righini, a margine di un convegno che si e' svolto venerdi' scorso a Roma in occasione dei dieci anni dalla nascita di Fiper - soprattutto perche' ci si e' resi finalmente conto che la massima efficienza energetica nell'uso della biomassa si ha proprio nella produzione del calore. Questo significa attribuire, ora piu' che mai, - ha proseguito Righini - un ruolo centrale alle biomasse per il futuro della produzione energetica e per la tutela dell'ambiente allo scopo di raggiungere gli obiettivi europei del 2020 (17% dei consumi di energia coperti da fonti rinnovabili per l'Italia) previsti dal Piano di azione nazionale che si ispira fortemente ai concetti di efficienza energetica e cultura dei consumi energetici che sono propri anche della nostra filosofia operativa. Il Pan infatti per le biomasse "prevede che si passi dalla produzione di 1.875 kilotep del 2009 a 5.670 kilotep nel 2020 lasciando intendere che dalle biomasse ci si aspetta un forte contributo".
A questo punto, pero', diventa fondamentale per Fiper la logica che sosterra' l'emanazione dei decreti attuativi del dlgs rinnovabili che saranno molti e complessi e che dovranno tenere conto soprattutto di quelle realta' come ad esempio il teleriscaldamento che a oggi sono state penalizzate dagli incentivi previsti (ci sono solo i certificati bianchi la cui durata e' quinquennale) a vantaggio, dice Fiper, di altre fonti di energia pulita come il fv. In particolare, nell'emanazione dei decreti attuativi, sono 5 i punti di cui bisognerebbe tenere conto:
1.Puntare sullo sviluppo delle reti di teleriscaldamento per servire piccole comunita' in modo efficiente e controllato.
2.Rendere effettivo il fondo rotativo di garanzia previsto dal dlgs 28\2011 per garantire gli investimenti sulle reti ( che sono i piu' onerosi);
3.Tenere conto del fatto che gli investimenti operati sugli impianti di teleriscaldamento sono certi e a bassissimo rischio dal momento che nel loro esercizio non sono soggetti a oscillazioni sensibili.
4.Creare un apparato di regole certe e sicure nel tempo che possa favorire la nascita sul territorio di nuove imprese che puntino a realizzare impianti a biomassa ispirati alla filiera corta bosco\legno e in grado di creare una ricaduta sul territorio sia di natura economica sia occupazionale.
5.Equiparare la durata dei certificati bianchi a quella di 15 anni attualmente in vigore per i certificati verdi. (f.n.)
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