4 ottobre 2011
Dagli Usa l'energia che si inspira ed espira
L'energia, si sa,e' ovunque intorno in noi: si tratta solo di escogitare il sistema per sfruttarla. Quando poi si parla di fonti alternative, non bisogna porre limiti alla fantasia e alla creativita'. E, infatti, molti scienziati indagano sulle soluzioni piu' bizzarre per capitalizzare la grande ricchezza di energia in cui siamo praticamente immersi, e di cui siamo noi stessi, con il nostro movimento e il nostro calore, delle fonti. Certo pero' che finora non era venuto ancora in mente a nessuno di trasformare in energia elettrica la respirazione umana. E' capitato a Xudong Wang, docente di ingegneria e scienze dei materiali presso l'Universita' del Wisconsin-Madison e a due suoi ricercatori Chengliang Sun e Jian Shi. Insieme, hanno realizzato una microcintura di plastica da inserire nel naso, che vibra al passaggio dalle narici del flusso d'aria della respirazione. L'energia viene prodotta grazie all'effetto piezolottrico indotto nel materiale utilizzato dal team di Wang, il polivinildenfluoruro (PVDF), polimero parzialmente fluorurato ad elevate prestazioni.
In alcuni materiali, infatti, proprio come il PVDF, si accumula una carica elettrica quando sono sottoposti a una deformazione meccanica: un fenomeno noto appunto come effetto piezoelettrico. Gli scienziati l'Universita' del Wisconsin-Madison hanno opportunamente conformato il PVDF allo scopo di produrre dalla respirazione una quantita' di energia elettrica bastante ad alimentare piccoli dispositivi elettronici. Il flusso d'aria della normale respirazione umana non supera i 2 metri al secondo. Spiega Wang: abbiamo calcolato che se riusciamo a rendere questo materiale sottile abbastanza, le microvibrazioni potrebbero produrre un microwatt di energia elettrica in grado di alimentare sensori o altri dispositivi impiantata nel viso. Domani, insomma, per produrre energia bastera' un bel respiro profondo.
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