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Milano, 12 marzo 2011
L'Europa a basso impatto? Si', se investira' 2.900 miliardi. Lo studio
Se l'Europa vuole arrivare a sistema energetico a basse emissioni di anidride carbonica deve investire 2.900 miliardi di euro. Lo dice uno studio degli analisti di Accenture e Barclays, nel quale e' quantificato l'investimento necessario per ridurre le emissioni di anidride carbonica dell'83% rispetto ai valori del 1990, ottenendo a un abbattimento di 2,2 miliardi di tonnellate di CO2. Per l'Italia la spesa prevista e' di 265 miliardi di euro, che porterebbe ad un risparmio di 230 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. I primi 2.300 miliardi di euro serviranno a sostenere l'acquisizione e l'implementazione di impianti a basse emissioni, i restanti 600 finanzieranno la ricerca, lo sviluppo e la produzione di tali tecnologie.
La voce di spesa piu' ingente e' quella necessaria alle infrastrutture per il solare e l'eolico: 617 miliardi di euro. Segue poi l'edilizia, cui dovranno andare 600 miliardi di euro per la realizzazione di "edifici intelligenti" e per la produzione distribuita di energia in ambito residenziale, che porteranno a un risparmio potenziale pari al 18% delle emissioni di CO2. Passando ai mezzi di trasporto commerciale il necessario adeguamento della flotta con veicoli "a basso impatto" richiedera' 582 miliardi di euro a fronte di un risparmio potenziale pari al 19% delle emissioni di CO2 identificate. Alle infrastrutture per i trasporti, ossia alle stazioni di carica per i veicoli elettrici e i sistemi di trasporto intelligente, dovranno essere stanziati 35 miliardi di euro a fronte di un risparmio potenziale pari all'1% delle emissioni di CO2 identificate.
Capitolo energia elettrica: per la distribuzione occorreranno 529 miliardi di euro, a fronte di un risparmio potenziale pari al 13% delle emissioni di CO2 identificate; per la produzione verranno richiesti 508 miliardi di euro, pero' secondo lo studio Accenture-Barclays costituira' la tecnologia che fornira' il maggior risparmio potenziale delle emissioni di CO2 identificate, pari al 49% del totale.
Secondo lo studio, un ruolo importante per centrare l'obiettivo sara' giocato dalle banche, soprattutto attraverso attivita' di intermediazione sui capitali istituzionali, insieme agli incentivi e alle politiche governative di lungo periodo, che continueranno a essere determinanti.
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