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6 dicembre 2011
Nel 2020, 250 milioni di africani vittime dei cambiamenti climatici
Secondo i dati diffusi dall'Onu, saranno i Paesi piu' poveri del pianeta, tra cui quelli africani, a soffrire di piu' a causa dei cambiamenti climatici e che sono, per ironia della sorte, quelli che meno hanno contribuito a questi cambiamenti. Secondo i nostri calcoli, in Africa da qui al 2020 saranno tra i 75 e i 250 milioni le persone vittime della siccita' causata dal cambiamento climatico, afferma Rajendra Pachauri, presidente dell'Ipcc, il panel internazionale sul cambiamento climatico. Le entrate del settore agricolo potrebbero precipitare fino al 50%, mentre e' previsto un aumento di inondazioni e siccita', che gia'¡ oggi affliggono i Paesi poveri. Allo scopo di aiutare questi Paesi, e' stato pensato il Fondo Verde per il Clima la cui istituzione e' stata approvata nel 2010 a Cancun, ma le cui strutture sono ancora oggi in fase di discussione a Durban.
Il fondo dovrebbe servire a finanziare sistemi per contrastare le inondazioni, creare coltivazioni piu' resistenti o che richiedono meno acqua e sostenere progetti di energia alternativa, ma non si e' ancora raggiunto un accordo e alcuni esperti come Stefan Krug di Greenpeace considerano che le probabilita'¡ di un fallimento sono molto alte. Durante il summit di Copenhagen si era gia'¡ pensato ad un fondo di sostegno di 30.000 milioni di dollari per il periodo 2010-2012 con l'obiettivo di dare ai Paesi in via di sviluppo un mezzo per contrastare i cambiamenti climatici e indirizzare lo sviluppo verso forme rispettose dell'ambiente. Secondo le istituzioni africane a Durban, molto e' stato promesso, ma niente e' stato fatto. Il cosiddetto Fondo Verde del Clima dovrebbe aumentare dal 2013 al 2020 fino a raggiungere i 100.000 milioni di dollari l'anno. «Abbiamo bisogno di una cifra tra i 500.000 e i 600.000 milioni di dollari l'anno, sottolinea il portavoce del gruppo per l'Africa della conferenza, Seyni Nafo, per il quale 100.000 milioni sono solo una cifra politica simbolica che non corrisponde in nessun modo alle esigenze. Gli americani, pero', diffidano del piano presentato al summit, considerandolo pieno di errori e contraddizioni, secondo le parole del negoziatore nordamericano Jonathan Pershing. Washington vuole che la Banca Mondiale e i donatori privati partecipino al fondo, ma e' proprio l'ipotesi respinta da diversi altri Paesi. Allo stesso tempo, continua a non essere chiaro quale sara'¡ la destinazione del fondo: l'Africa chiede soprattutto denaro per affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici, e non per sviluppare fonti di energia alternativa. Il timore e' che, con la scusa di migliorare il progetto del fondo, si intenda invece evitare la sua creazione o posticiparla.
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