Faq

Frequently Asked Questions

Cosa si intende per “Biogas”?

Miscela di gas (metano, biossido di carbonio, ecc.) prodotta per fermentazione anaerobica in presenza di microrganismi (batteri acidogeni, batteri acetogeni e metanobatteri) a partire da prodotti agricoli, o rifiuti industriali o fanghi dei trattamenti delle acque urbane. Il metano contenuto nel biogas può essere utilizzato per la produzione di energia elettrica o di calore.
(ENEL).
Formazione di gas, per fermentazione anaerobica in presenza di microrganismi (batteri acidogeni, batteri acetogeni e metanobatteri) di rifiuti industriali e agricoli o fanghi dei trattamenti delle acque urbane, il metano contenuto nel biogas può essere utilizzato per la produzione di energia.

Cosa si intende per “Bio-cogenerazione”?

Definiamo bio-cogenerazione quella forma di cogenerazione che utilizza il biogas ottenibile dagli scarti agricoli e zootecnici, rifiuti organici urbani, ecc., oltre che da prodotti e sottoprodotti provenienti da colture dedicate.
Gli impianti di bio-cogenerazione consentono alle imprese agricole di vendere energia elettrica e calore, godendo inoltre degli incentivi dei governi a favore dell’ecosostenibilità.

Di cosa si compone essenzialmente un impianto a fermentazione anaerobica per la produzione di energia elettrica e termica?

Un tale impianto si può schematizzare in 2 parti principali: la parte di fermentazione e produzione di biogas composta appunto da uno o più fermentatori e la parte di trasformazione del biogas in energia, l’impianto di cogenerazione.
Il biogas è una miscela di gas composta principalmente da metano, anidride carbonica ed altri componenti minori, ottenuta attraverso la fermentazione anaerobica della biomassa introdotta nei digestori. Il biogas viene poi opportunamente trattato al fine di renderlo adatto ad alimentare il motore endotermico dell’impianto di cogenerazione.
La fase di cogenerazione produce energia elettrica e termica, la prima è destinata ad essere ceduta in rete alla tariffa stabilita, la seconda utilizzata principalmente per mantenere alla temperatura idonea i digestori dove avviene la fermentazione e/o impiegata, attraverso opportune reti di teleriscaldamento per climatizzare edifici abitativi o stalle.

In un impianto a biogas il calore utilizzato per riscaldare il digestore anaerobico è calore utile per la cogenerazione ad alto rendimento ai fini del riconoscimento del premio di cui all’art. 8, comma 8?

Ai fini del riconoscimento della CAR, come specificato nelle Linee guida per l’applicazione del DM 5 settembre 2011 – Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR), il calore finalizzato alla produzione di energia da parte dell’impianto di cogenerazione, quale il calore utilizzato per riscaldare il digestore anaerobico, non può essere considerato calore utile.

Quali sono le fonti ammesse al rilascio dei certificati RECS?

Tutte le fonti rinnovabili indicate all’articolo 2 della direttiva UE 2001/77: le fonti energetiche non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuarti dai processi di depurazione biogas), dove per biomassa si intende la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

Le fonti rinnovabili riconosciute ai fini del rilascio della GO sono le stesse della Qualificazione IAFR?

Si, sia la qualifica IAFR che il rilascio della GO riguardano le fonti rinnovabili definite dall’articolo 2 della Direttiva Europea 2001/77 la quale definisce: “fonti energetiche rinnovabili”: le fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuarti dai processi di depurazione biogas).

“biomassa”: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.duzione di energia da parte dell’impianto di cogenerazione, quale il calore utilizzato per riscaldare il digestore anaerobico, non può essere considerato calore utile.

Ai fini della determinazione della data di entrata in esercizio è necessario che tutti gli alternatori installati sull’impianto abbiano generato una quota di energia elettrica?

L’impianto si intende in esercizio quando si verificano entrambe le seguenti condizioni:
1. i lavori di realizzazione dell’impianto sono stati completati [si veda FAQ: “Cosa si intende per completamento dei lavori ai fini dell’entrata in esercizio di un impianto?”] e tutti gli alternatori dell’impianto, così come previsti dal progetto autorizzato, sono nelle condizioni di generare una quota di energia da fonte rinnovabile:
2. l’impianto di connessione alla rete elettrica, comprensivo dei gruppi di misura, è stato messo in tensione dal GdR.
Con riferimento alla prima condizione si precisa che:
– in caso di impianti eolici, devono essere installati e connessi alla rete di distribuzione/trasmissione tutti gli aerogeneratori previsti dal progetto autorizzato;
– in caso di impianti a biomasse/bioliquidi, devono essere installati e connessi alla rete di distribuzione/trasmissione tutti gli alternatori previsti dal progetto autorizzato e deve essere presente in sito un quantitativo di biomassa/bioliquidi in grado di garantire l’alimentazione di almeno uno dei gruppi di generazione dell’impianto;
– in caso di impianti a biogas, tutti gli alternatori previsti dal progetto autorizzato devono essere installati e connessi alla rete di distribuzione/trasmissione, tutti i digestori primari e secondari (ivi incluse le vasche di premiscelazione) devono essere riempiti con matrice organica di qualità idonea all’innesco delle cinetiche di fermentazione e deve essere presente in sito un quantitativo di fonte primaria in grado di garantire l’esercizio di almeno uno dei gruppi di generazione dell’impianto.

Nei casi di impianti a biogas con recupero di azoto (art. 26 del DM), considerato che il processo di recupero dell’azoto può consentire l’accesso a uno specifico premio, gli assorbimenti di tale processo devono comunque essere inclusi nel computo dei servizi ausiliari di impianto? L’energia termica eventualmente utilizzata nel processo di recupero può essere considerata calore utile ai fini del riconoscimento CAR all’energia prodotta?

Secondo quanto disposto dall’art. 22, comma 3 del DM, i consumi attribuibili ai servizi ausiliari, alle perdite nei trasformatori principali e alle perdite di linea fino al punto di consegna dell’energia alla rete elettrica, per impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza non superiore a 1 MW sono comunque calcolati in misura forfettaria utilizzando i valori percentuali riportati, per ciascuna fonte, nella tabella 6 dell’Allegato 4 dello stesso DM.
Per tutti gli altri impianti, il GSE definisce e aggiorna, per ogni impianto, il valore percentuale da utilizzare, sulla base delle definizioni e dei principi adottati dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas con proprio provvedimento.
Nelle more della definizione dei principi che saranno adottati da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, il GSE applicherà la metodologia prevista per gli impianti di potenza non superiore a 1 MW agli impianti di qualsiasi potenza.
Per quanto riguarda l’energia termica eventualmente utilizzata nel processo di recupero dell’azoto, essa può essere considerata calore utile ai fini del riconoscimento CAR all’energia prodotta, fatte salve eventuali altre valutazioni specifiche che dovessero emergere nell’ambito dell’istruttoria di riconoscimento CAR.

Qual è la tempistica per la richiesta di emissione di certificati verdi?

Una volta ottenuta la qualifica, il produttore che intende richiedere l’emissione di certificati verdi per un dato anno deve trasmettere al GSE, entro il 31 marzo dell’ anno successivo, la documentazione specifica, scaricabile nella pagina web Riconoscimenti per gli Impianti di Cogenerazione, comprovante che l’impianto ha prodotto in condizioni di cogenerazione ai sensi della Deliberazione n. 42/02, nonché l’apposita documentazione attestante la misura della quota di energia termica H in MWh effettivamente utilizzata per il teleriscaldamento calcolata come indicato nell’ Allegato A del Decreto 24/10/2005.
Le domande dovranno pervenire nei termini limite indicati al seguente indirizzo: Gestore Servizi Elettrici – GSE S.p.a.
Direzione Operativa – Unità Ingegneria
Viale Maresciallo Pilsudski, 92 – 00197 – Roma

Quando si può richiedere la Qualificazione degli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento, per il rilascio dei certificati verdi?

La qualificazione degli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento può essere richiesta esclusivamente dagli impianti che rispettano le condizioni previste dall’art. 14 del Dlgs 8 febbraio 2007 n° 20.
In particolare si devono verificare le condizioni sotto precisate.
I diritti acquisiti da soggetti titolari di impianti realizzati o in fase di realizzazione in attuazione dell’articolo 1, comma 71, della legge 23 agosto 2004, n. 239, come vigente al 31 dicembre 2006, rimangono validi purché i medesimi impianti posseggano almeno uno dei seguenti requisiti:
a) siano già entrati in esercizio nel periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore della legge 23 agosto 2004, n. 239, e la data del 31 dicembre 2006;
b) siano stati autorizzati dopo la data di entrata in vigore della legge 23 agosto 2004, n. 239, e prima della data del 31 dicembre 2006 ed entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2008;
c) entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2008, purché i lavori di realizzazione siano stati effettivamente iniziati prima della data del 31 dicembre 2006.