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1 luglio 2011
Con quasi 3 TWh Italia terza in Europa per elettricita' da biogas


E' un quadro con luci e ombre quello che emerge dal Biomass Energy Report, il rapporto realizzato dall'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, giunto quest'anno alla seconda edizione. Il 2010 e' stato un anno particolarmente travagliato per il settore delle biomasse con alcuni comparti fermi e altri, come il biogas, in fortissima espansione. Dalla produzione di energia da biomasse agroforestali alla valorizzazione energetica dei rifiuti, dalla produzione di biogas e olio vegetale a quella di biocarburanti, il 2010 e' stato un anno particolarmente travagliato per il settore delle biomasse con alcuni comparti praticamente fermi se non in arretramento rispetto all'anno precedente. In compenso altri hanno vissuto "momenti di fortissima espansione". Una situazione di grande incertezza, dunque, che e' continuata anche all'inizio del 2011 soprattutto con l'approvazione del decreto rinnovabili che ha toccato i nervi scoperti del comparto. Questa in estrema sintesi la fotografia scattata dal Biomass Energy Report, il rapporto realizzato dall'Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, giunto quest'anno alla seconda edizione. Il 2010 e' stato invece l'anno del boom per il biogas. "All'inizio del 2011 - si legge nel rapporto - in Italia esistevano piu' di 500 impianti a biogas con una potenza complessiva superiore ai 550 MWe ed una produzione annua complessiva di 2,891 TWh, che ci pone al terzo posto in Europa dopo la Germania (12 TWh) ed il Regno Unito (con oltre 7 TWh, che pero' costituiscono il 31% del totale di produzione di elettricita' da fonti rinnovabili). La potenza installata in Italia nel corso del 2010 e' cresciuta del 20% rispetto all'anno precedente, mentre del 13% si e' incrementato il numero degli impianti, a testimonianza del continuo interesse per questa forma di sfruttamento delle biomasse. Il volume d'affari - prosegue lo studio - e' stimabile in oltre 900 miliardi di euro, anche qui con un +60% rispetto a quanto fatto registrare nel 2009. La crescita e' pressoche' interamente da attribuire al biogas agricolo e zootecnico, con la potenza installata in impianti da discarica che e'rimasta costante (segno evidente della saturazione ormai raggiunta in questo segmento di mercato)." Appaiono decisamente ottimistiche anche le aspettative di crescita per il futuro, con tassi consistenti almeno fino alla fine del 2012, quando si potrebbe arrivare ad avere una potenza complessiva installata di quasi 800 MW. Nel corso dell'ultimo anno si e' decisamente rafforzato il peso delle imprese agricole e zootecniche, che hanno contato per l'80% dell'installato, come promotrici della costruzione di impianti a biogas. Anche il delle imprese coinvolte complessivamente nella filiera e' aumentato: il censimento effettuato dall'Energy Strategy Group ne ha individuate 560 contro le 500 del 2009. Cresce anche il numero di addetti complessivamente impiegati nella filiera italiana del biogas, che nel 2010 ha superato le 4.500 unita' contro i quasi 3.000 addetti dell' anno precedente. In questa filiera si registra inoltre una netta prevalenza di operatori italiani.

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