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11 gennaio 2012
Francia, ritrovati i diari del clima al tempo di Napoleone


Quattordici diari anneriti dal tempo che con precisione maniacale registrano giorno per giorno gli eventi atmosferici e climatici in Francia a partire dalla fine del Settecento: un piccolo grande tesoro per gli scienziati che cercano di ricostruire l'evoluzione del clima quello portato alla luce nei locali di alcuni archivi abbandonati a Fontainebleau. Al loro interno, con cura certosina, furono annotati dagli amanuensi meteorologi dell'epoca l'occorrenza delle grandi tempeste e delle piogge, i periodi di canicola, le temperature, fino a dettagli come la presenza di nuvole all'orizzonte e la direzione e la forza dei venti. Le annotazioni, che rappresentano un documento prezioso dell'epoca di Napoleone Bonaparte, di Balzac, di Stendhal, fino al 1841, sono il nucleo piu' antico di un patrimonio molto piu' vasto di dati meteorologici che copre oltre 150 anni e che gli Archivi nazionali e Meteo-France sono in procinto di riesumare con il sostegno finanziario della fondazione BNP Paribas: previsioni, dati, osservazioni, atlanti climatologici, che riposavano al riparo della polvere in locali chiusi dal 2005 a causa della presenza dell'amianto, saranno a breve a disposizione di tutti. Il grosso di questi archivi copre il periodo 1850-1960, spiega Philippe Dandin, direttore della climatologia a Meteo-France: a un certo punto Napoleone III decise infatti, su suggerimento del suo ministro della Guerra, di lanciare il primo servizio di meteorologia del paese con l'obiettivo di prevedere le tempeste e mettere al sicuro le flotte imperiali. Al di la' del loro interesse storico, Meteo-France conta su queste migliaia di dati per arricchire la ricostruzione delle sequenze meteorologiche del passato, sottollinea Dandin. Quando tutti gli archivi saranno ripuliti e catalogati saranno messi a disposizione della comunita' scientifica, ma anche del grande pubblico. Dall'anno prossimo, le schede piu' interessanti saranno online e i curiosi che andranno a guardarle su internet o visiteranno la mostra prevista per il 2014 avranno ad esempio il piacere di scoprire la scheda meteo compilata e firmata all'inizio del secolo scorso da un giovanissimo soldato di leva, allora ancora sconosciuto: Jean-Paul Sartre.

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