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8 settembre 2011
Cloud computing: un dvd inquina quanto tre giorni di Youtube


Oltre al piacere di postare e guardare video, da oggi i fan di Youtube potranno assaporare anche quello di scoprirsi green: per inquinare quanto chi guarda un dvd dovrebbero passare sul popolare sito di condivisione video tre giorni di fila, senza mai fermarsi. Questo, almeno, e' quanto risulta da uno studio condotto da Google: l'ultima sfida del gigante di Mountain View e' infatti dimostrare che alcuni dei suoi servizi web piu' popolari sono, se non proprio verdi, almeno molto meno inquinanti di altri 'cloud-based'. Con la moda del cloud computing che impazza, anche i giganti del web sono a caccia di credenziali green, soprattutto dopo i recenti attacchi di Greenpeace che vede nella "nuvola" una nuova fonte di minacce per il pianeta. Ora tocca a Google che, a onor del vero gia' si distingue per sensibilita' ambientale e iniziative 'green' da altri colossi della rete, come Facebook ad esempio. Cosi' il motore di ricerca ha affidato il compito a David Jacobowitz e alla sua equipe Green Engineering and Operations che sono partiti da una ricerca sull'impatto del servizio di messaggeria elettronica Gmail e di Youtube. Premesso che molti studi hanno dimostrato che il cloud computing e' molto piu' efficiente anche dal punto di vista energetico rispetto ai data center in-house, i risultati ottenuti del team di Jacobowitz sono a dir poco lusinghieri per Google: ad esempio le emissioni generate dall'utilizzo di Gmail (adottato da circa 4 milioni di imprese) e' fino a 80 volte piu' basso rispetto a un servizio di messaggeria elettronica che utilizza server interni. Questo perche' i servizi cloud-based, spiegano gli esperti di Google, sono generalmente allocati in data center ad alta efficienza che operano a un piu' alto tasso di utilizzazione del server ed usano hardware e softaware costruiti appositamente per i servizi che forniscono. Un requisito che raramente le piccole imprese sono in grado di rispettare. Secondo i calcoli di Google, un account Gmail consuma dunque 2,2 kWh all'anno in media producendo 1,2 kg di CO2 a fronte di un consumo di 175 kWh all'anno (per una produzione di gas serra pari a 103 kg/anno di un server installato in un'impresa di 50 persone. Ma la reputazione ambientale di Google esce se possibile ancora piu' rafforzata dalle stime fatte per Youtube: guardare un video di Youtube consuma 0,0002 kWh di energia elettrica, la stessa quantita' che il corpo umano brucia in circa otto secondo. Insomma, un'inezia soprattutto se paragonata alla visione di un dvd, che inquina (considerata l'energia per fabbricarlo, confezionarlo e consegnarlo) quanto tre giorni passati senza interruzione su Youtube. Purtroppo pero' Google non dettaglia le sue stime ne' fornisce le fonte su cui le basa: cosi' l'intera operazione ha il sapore di una trovata pubblicitaria. Bisogna aggiungere pero' che il motore di ricerca ammette i limiti della sua ricerca dal momento che i dati si riferiscono soltanto al consumo elettrico delle infrastrutture su cui si poggiano Gmail e Youtube, mentre e' risaputo che la maggior parte dei consumi sono da imputare ai pc e ai laptop degli utenti.

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