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30 agosto 2011
Manovra, spunta un emendamento per tassare le fonti fossili


Questa e' la soluzione individuata dal senatore radicale Marco Perduca per rimettere in sesto i conti del paese e dare una spinta alla crescita: e' contenuta in un emendamento che porta tra l'altro la firma anche della senatrice radicale, Donatella Poretti, e dei senatori del Pd, Roberto della Seta e Francesco Ferrante Manovra, spunta un emendamento per introdurre la carbon tax Introdurre in Italia un'ecotassa sulle fonti fossili sul modello svedese: con questa misura lo Stato italiano potrebbe mettere nelle sue casse fino a 35 miliardi di euro all'anno. Nelle ore calde in cui entra nel vivo la discussione sulla manovra correttiva in Commissione Bilancio al Senato, questa e' la soluzione individuata dal senatore radicale Marco Perduca per rimettere in sesto i conti del paese e dare una spinta alla crescita: e' contenuta in un emendamento che porta tra l'altro la firma anche della senatrice radicale, Donatella Poretti, e dei senatori del Pd, Roberto della Seta e Francesco Ferrante. La proposta nasce da un'idea in realta' piu' volte accarezzata in passato anche dall'Unione europea e da paesi europei come la Francia (dove e' stata protagonista di un clamoroso dietrofront da parte del Governo poco prima della sua entrata in vigore) e che vanta un prestigioso precedente nella carbon tax svedese introdotta nel 1991. I senatori spiegano che si tratta di un contributo ecologico sui consumi energetici non rinnovabili, prevalentemente dunque dipendenti da combustibili fossili per il riscaldamento, le auto e per l'utilizzo in tutti i settori non inclusi nell'Emission trading system (Ets). Partendo da da un prezzo a tonnellata di CO2 pari a 13 euro, - aggiungono - puo' fornire un gettito iniziale attorno ai 3 miliardi di euro/anno, che potrebbe generare cifre ben piu' elevate, fino a 35 miliardi, se, con gradualita', si raggiungesse l`attuale livello della carbon tax svedese. L'introito - precisano - e' destinato a sgravare il fattore lavoro per costituire un'indubbia misura di crescita. La proposta di introdurre un contributo ecologico sui consumi energetici non rinnovabili (fatti salvi quelli che rientrano nel sistema Ets) - spiega Perduca insieme alla sua collega Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale in Commissione ambiente e presentatrice di una proposta di legge di analogo contenuto - ha finalita' economiche... Introdurre in Italia un'ecotassa sulle fonti fossili sul modello svedese: con questa misura lo Stato italiano potrebbe mettere nelle sue casse fino a 35 miliardi di euro all'anno. Nelle ore calde in cui entra nel vivo la discussione sulla manovra correttiva in Commissione Bilancio al Senato, questa e' la soluzione individuata dal senatore radicale Marco Perduca per rimettere in sesto i conti del paese e dare una spinta alla crescita: e' contenuta in un emendamento che porta tra l'altro la firma anche della senatrice radicale, Donatella Poretti, e dei senatori del Pd, Roberto della Seta e Francesco Ferrante. La proposta nasce da un'idea in realta' piu' volte accarezzata in passato anche dall'Unione europea e da paesi europei come la Francia (dove e' stata protagonista di un clamoroso dietrofront da parte del Governo poco prima della sua entrata in vigore) e che vanta un prestigioso precedente nella carbon tax svedese introdotta nel 1991. I senatori spiegano che si tratta di un contributo ecologico sui consumi energetici non rinnovabili, prevalentemente dunque dipendenti da combustibili fossili per il riscaldamento, le auto e per l'utilizzo in tutti i settori non inclusi nell'Emission trading system (Ets). Partendo da da un prezzo a tonnellata di CO2 pari a 13 euro, - aggiungono - puo' fornire un gettito iniziale attorno ai 3 miliardi di euro/anno, che potrebbe generare cifre ben piu' elevate, fino a 35 miliardi, se, con gradualita', si raggiungesse l`attuale livello della carbon tax svedese. L'introito - precisano - e' destinato a sgravare il fattore lavoro per costituire un'indubbia misura di crescita. La proposta di introdurre un contributo ecologico sui consumi energetici non rinnovabili (fatti salvi quelli che rientrano nel sistema Ets) - spiega Perduca insieme alla sua collega Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale in Commissione ambiente e presentatrice di una proposta di legge di analogo contenuto - ha finalita' economiche ed ambientali. Da un lato, permette di spostare il peso fiscale 'dalle persone alle cose' e, piu' in generale, alle cose che inquinano. Dall'altro, la destinazione del relativo gettito ad una riduzione della pressione fiscale sul lavoro, come si propone, favorisce la crescita e lo sviluppo tecnologico, perche' riguarda settori ad alta intensita' di lavoro e di innovazione, come l'edilizia efficiente e lo sviluppo di tecnologie più efficienti in primis per la climatizzazione e i trasporti. Secondo i due parlamentari radicali, inoltre, la tassazione ambientale, ferma nel nostro Paese ad appena lo 0,1% del Pil, offre ampi margini di intervento che vanno assolutamente colti e l'introduzione del contributo sul consumo di fossili, in linea peraltro con le proposte che si stanno elaborando in sede europea su questa materia, puo' costituire l'avvio di una piu' ampia riforma di fiscalita' ambientale che interessi altre sostanze inquinanti e il consumo di altri beni ambientali, a livello non solo nazionale, ma anche locale: consumo di acqua potabile al di la' dell'uso domestico minimo; consumo del suolo; occupazione di suolo pubblico per automezzi privati; produzione di rifiuti domestici e industriali. L'incidenza - concludono - potrebbe in pochi anni diventare davvero significativa ed in tempi di crisi economica e di federalismo fiscale non si tratta di questioni marginali.

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